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  • FESTA DEL PAPA’ ovvero il seguito dell’ANTI-POPOLARE

    Festa del papà & company…Io festeggio e tu? No, grazie!

    FESTA DEL PAPA’ ovvero il seguito dell’ANTI POPOLARE

    La domanda era (vi ricordate?):

    Perché la tendenza sociale è divergere, distorcere, amplificare o trasmutare alcune ricorrenze rimaste memorabili? E perché la commemorazione di un evento forte e significativo si tende a trasformarla nel tempo in una festa ludica?

    Molte feste popolari, come abbiamo visto, sono a calendario più rosse e più popolari delle feste comandate.

    Continuando il nostro viaggio, con il mese di marzo arriviamo a parlare della “Festa del papà

    La festa del papà (celebrata il 19 marzo)

    Siamo alle solite… alla domanda “che cosa assoceresti alla festa del papà e alla festa di San Giuseppe”? ci credereste che tre risposte su cinque sono: i bignè!

    Buoni, sì, i bignè di San Giuseppe… ma ancora una volta la parte ludica ha il sopravvento. L’aspetto più profondo della parte ludica, ovvero il banchetto per i poveri, ce lo siamo perso dentro alla scioglievolezza della crema che riempie i tanto acclamati bignè…

    FESTA DEL PAPA’ ovvero il seguito dell’ANTI POPOLARE

    Per sviscerare meglio queste affermazioni partiamo, com’è giusto che sia, dall’origine di questa antichissima festa:

    Siamo ai tempi dei babilonesi, quasi quattromila anni fa. Si narra di un giovane ragazzo, Elmesu, che scrisse al padre un messaggio di augurio di buona salute e lunga vita, su una piastra di argilla.

    Tuttavia, come spesso succede, le origini narrate sono molteplici. Vediamole:

    Alcuni sostengono che questa usanza ebbe inizio in Olanda, nel 1936, in occasione di un raduno di padri che intraprendevano una gita per soli uomini.

    Nei paesi anglosassoni, la festa del papà ricorre a Giugno e non ha alcun legame con San Giuseppe, né con altri Santi.

    In Olanda si festeggiata il 18 Giugno.

    Una delle tradizioni più popolari sembra far risalire al 1909, a Spokane, Washington, la nascita di questa festa.

    Sonora Smart Dodd, dopo che la madre mori’, fu cresciuta dal padre: Henry Jackson Smart. Tanto era la riconoscenza e l’affetto per questo premuroso papà, che Sonora volle far conoscere a tutti quanto questo meraviglioso genitore fosse importante per lei. La data scelta fu il 19 Giugno perchè il padre di Sonora nacque nel Giugno del 1910. La prima festa del papà fu celebrata proprio il 19 Giugno 1910 a Spokane, Washington. Nel 1924, il Presidente, Calvin Coolidge, proclamò la terza domenica di Giugno, giorno ufficiale del papà. Le rose sono il simbolo di questa festa e sono rosse se il genitore è ancora in vita, bianche in caso contrario.

    In Italia la festa del papà si celebra il 19 Marzo. Questo è il giorno in cui, dal 1968, si festeggia San Giuseppe, in ricordo di un ebreo dell’epoca praticante e “giusto”.

    ”Giuseppe” deriva dall’ebraico Josef e significa accresciuto da Dio. Nome molto diffuso nelle regioni meridionali.

    Secondo la tradizione cattolica popolare, San Giuseppe rappresenta la figura del “padre“. Sposo della Vergine Maria e ‘padre’ di Gesù. Carpentiere fariseo, patrono dei falegnami, degli ebanisti, dei moribondi, protettore dei poveri e dei derelitti. Viene invocato per ottenere un buon matrimonio. E’ legato alla festa del papà soprattutto in ricordo della sacra coppia di giovani sposi che in un paese straniero, in attesa del loro figlio Gesù, si videro rifiutata l’ospitalità, il riparo per il parto. In molte regioni italiane, questo atto viola due sacri sentimenti: l’ospitalità e l’amore familiare.

    Quasi ad espiazione di questo peccato viene commemorato San Giuseppe, il padre, con l’allestimento di un banchetto speciale. Dobbiamo arrivare fino alle isole siciliane, per trovare la radice secondo cui, ogni 19 Marzo, è usanza invitare al banchetto in onore del Santo, tutti i poveri della città.

    Il 19 marzo si celebra anche la fine dell’inverno bruciando i residui del raccolto sui campi. E quando il fuoco sta per spegnersi,  alcuni li scavalcano con grandi salti e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. In ogni piazza enormi cataste di legno vengono bruciate e in ogni angolo di strada si sente profumo di Zeppole.

    Così, indipendentemente dalla nascita, dall’origine, dal luogo, potremmo chiederci quanti banchetti per i poveri –con o senza bignè- vengano davvero allestiti il 19 marzo. Potremmo chiederci se ha senso aspettare questa festa solo per la fila fuori dalle pasticcerie. Potremmo interrogarci sul valore della famiglia, indipendentemente dalle nostre credenze religiose. Potremmo onorare il padre e la madre, indipendentemente dalle feste.

    E potremmo fare ognuna di queste cose fintanto che i nostri genitori sono ancora in vita. Molti orfani, non dimentichiamolo mai, baratterebbero ogni banchetto spoglio o allestito, ogni festa, ogni inno, per poter aver vicino i propri genitori. Non dico di pensarci ad ogni bignè ripieno che ci gustiamo con tanta concupiscenza, ma dico di pensarci… Pensiamoci.

    Buona vision a tutti e come sempre “buona vita”



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    19 marzo, 2010
    842 letture

    In: Considerando





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