Anti San Valentino o anti popolare?
San Valentino & company…Io festeggio e tu?No, grazie!

Quest’anno il 14 febbraio è rosso sul calendario, ma lo è perché viene di domenica. Se questa è la forma, la sostanza è che San Valentino, come molte altre feste popolari, è più rosso e più popolare delle feste comandate.
Il festeggiamento possiamo considerarlo un buono e sano pretesto sociale, se non fosse per una sottile precisazione che ritengo doverosa, ma andiamo per ordine…
La domanda è: perché la tendenza sociale è divergere, distorcere, amplificare o trasmutare alcune ricorrenze rimaste memorabili? E perché la commemorazione di un evento forte e significativo si tende a trasformarla nel tempo in una festa ludica?
Vediamo i particolari…
Iniziamo da una delle feste popolari per eccellenza, su cui più grava la dimenticanza della commemorazione.
La festa della donna (celebrata l’8 marzo).

La commemorazione è per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, che le discriminazioni e le violenze cui spesso era/è soggetta in molte parti del mondo. Questa è la prima festa che nel corso degli anni ha perduto l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di carattere ludico/commerciale.
Le donne stesse, a volte, ahimé, festeggiano questa giornata prendendosi una pausa dalla vita familiare o di coppia, concedendosi festeggiamenti con le amiche. Altre donne invece, magari impegnate politicamente, magari più attente o sensibili, difficilmente vivono la stessa giornata scambiando auguri in corridoio o organizzando uscite di massa. La verità è nel mezzo?
Poche volte in questa giornata la commemorazione va all’8 marzo del 1972, giornata riservata alla manifestazione importante della festa della donna a Roma. Pochissime altre volte per la commemorazione si risale alle origini secondo cui nel 1908, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Fu uno sciopero che si protrasse per giorni, finché l’8 marzo il proprietario, tale Mr. Johnson, pensò bene di porre fine a quella protesta bloccando tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento, subito dopo, venne appiccato il fuoco. 129 furono le operaie rimaste prigioniere all’interno dell’edificio, morte arse dalle fiamme. In seguito a questo tragico incidente, l’8 marzo venne proposto da Rosa Luxemburg, come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, proprio in ricordo di quella tragedia.
Amica X, amica Y e amica Z, quando alzano i loro calici di birra, quando prenotano lo spettacolo per sole donne al Pub più glamour del momento, quando ciarlano e sghignazzano, quando segnano ferie per andare dal parrucchiere, quando si uniscono alla comitiva di sole donne che mangerà giapponese l’8 marzo, sanno e commemorano?
Per ogni sciarpa di colore nero tessuta a nord della città, ci sarà sempre una sciarpa tutta colorata che cinge il collo di qualcuno. Allo stesso modo, per ogni amica X o Y che si unirà a quell’allegra comitiva per fare baldoria, ci sarà sempre un’altra amica X e un’altra amica Y che non festeggerà ma alzerà una tazza di te davanti a 129 candele accese.
Per fortuna possiamo sempre scegliere che tipo di sciarpa indossare.
La festa di San Valentino (celebrata il 14 febbraio)
A fine marzo/primi di febbraio, soprattutto alla vigilia di San Valentino, ovunque, e dico ovunque, sbocciano cuori, fiori, libri d’amore, cartoline, pupazzi e cioccolatini amorosi. La radio, internet, il giornale e perfino il vicino di casa vuole darti consigli su come stupire la tua fidanzata/fidanzato con il regalo giusto. Ma “giusto” che parola è? E il regalo a San Valentino che regalo è?
Oggi è la vigilia di San Valentino e anche io ho comprato un regalo, ma a mio fratello perché è il suo compleanno… Passeggiavo per il centro di Roma e ogni vetrina davanti ai miei occhi era monotematica. Tutti quei cuori mi hanno cariato i denti. Anche il mimo di Fontana di Trevi era travestito da Cupido. Originale!
Una libreria, invece, mi ha colpito più delle altre. Forse era solo un caso sfuggito all’occhio commerciale del commesso, forse in quella libreria lavora un piccolo o una piccola visionaria… Il fatto è che insieme ai libri mielosi e vagamente sciocchi c’era un angolo –piccino piccino- senza pupazzi né palloncini, senza cuori né fiori… un angolo che ha catturato la mia attenzione. Adagiati su uno sfondo rosso fuoco, eccoli lì: i capisaldi della letteratura amorosa. Poesie d’amore di Hikmet, Romeo e Giulietta di Shakespeare, L’Amante della Duras, il Diavolo in corpo del giovanissimo Radiguet, il bellissimo Maestro e Margherita di Bulgacov e tanti altri classici d’amore. Davanti a quello scaffale silenzioso un paio di adolescenti c’erano e io ho pensato che se San Valentino è il pretesto per allestire una vetrina come quella, allora forse val la pena di sopportare tutti quei cioccolatini e quei cuori di plastica.
Certo, io sono la prima a non aver letto in età adolescenziale tutti quei capolavori ma in questo Millennio che corre così veloce, noi con lui, forse quella vetrina silenziosa un po’ di curiosità, in qualche perspicace adolescente, l’ha innescata…
Mentre io passeggio per Roma, in un’altra parte della città o della regione, tizio X e tizia Y sono alla ricerca disperata dell’idea originale per festeggiare il 14 febbraio 2010. “Festeggiamento originale” perché?
Tizio Z, in qualche isola del Sud compra dei fiori perché il classico non scade mai, mentre tizio J tenta la sfida della gioielleria…
– Ragazzi, un diamante è per sempre. Forever I love you.
– No, io andrei a Parigi, è così romantico…
– Venezia e le gondole, altro che…
– Parli bene tu e il tuo portafoglio pieno…
– Andrò ad Ostia, pesce. Rigorosamente pesce!
– Ma no, il ristorante non è al mare ed è a lume di candela…
– Fossi Rodolfo Valentino non dovrei preoccuparmi del regalo…
– Scusa ma che c’entra?
– Quanto ciarlate! Ripensateci tutti. Fratelli, un diamante è per sempre. Forever I love you!
– La verità è che a San Valentino si regalano fiori e basta. You Know?
L’orchidea per la passione, la rosa gialla per la gelosia, quella rossa per l’amore folle, l’iris giallo per chi brucia e l’acacia per l’amore platonico, l’ambrosia per l’amore corrisposto. Ma la domanda è: tulipano o rosa? In pochi sanno che il tulipano rappresenta il vero amore, che è il fiore perfetto per una dichiarazione in piena regola, che la leggenda narra di come questo fiore sia nato dal sangue di un giovane suicidatosi per amore o da quello della bella Ferhad, la fanciulla che vagò nel deserto per giorni alla ricerca del suo amato spargendo lacrime e sangue da cui sbocciarono tulipani rossi.

E in quanti sanno perché si festeggia San Valentino?
Pare che l’ origine di questa festa degli innamorati derivi dal tentativo della Chiesa cattolica di porre fine ad un popolare rito pagano per la fertilità che ricorreva nel mese di febbraio. In questa stagione di rinascita, alla vigilia della primavera, gli antichi romani infatti, erano soliti fare riti di purificazione e fertilità.
Fin dal quarto secolo a.C. i pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al Dio Lupercus. Erano i Luperici, l’ordine sacerdotale addetto a questo culto che si svolgeva nella grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo. Lungo la strada che portava alla grotta veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità, ma il vero e proprio rituale consisteva in una sorta di lotteria dell’amore.
Durante questo rituale, infatti, i nomi di ogni uomo e ogni donna che veneravano Lupercus, venivano scritti e messi in un’urna pronti per essere estratti dalla mano dell’innocenza. Era proprio un bambino a sorteggiare le coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. Il rituale veniva poi ripetuto l’anno successivo.
Nel 496 d.C. Papa Gelasio, determinato a mettere fine a questa pratica dissoluta, annullò questa festa pagana iniziando il culto di San Valentino. Patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo, Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni, dove nacque nell’anno 175 d.C. e dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano, è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda lo incorona primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.
La storia di San Valentino ha due finali.
Una versione narra che l’imperatore Aureliano, il quale ordinò le persecuzioni contro i cristiani, imprigionò e flagellò, lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli, il Santo Patrono dell’amore.
L’altra versione racconta che nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall’imperatore Claudio II il quale tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino rifiutò tentando a sua volta di convertire Claudio II al Cristianesimo.
Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato.
Una singolare appendice a queste due versioni sostiene che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sola fede le avesse ridato miracolosamente la vista. Sembrerebbe inoltre che prima di morire Valentino le mandò una lettera d’addio che si concludeva con ” dal vostro Valentino“. Frase che nel tempo è diventata il sigillo di ogni lettera d’amore.
Chi di voi sta riflettendo, in questo momento, sul senso del dono, del regalo, del donare? Donare (dare spontaneamente senza contropartita).
Chi di voi ha coniugato abbastanza verbi su un foglio e li ha sigillati col sigillo per eccellenza?
Chi di voi ha mandato più di un sms al suo amore, ha scelto il fiore “giusto”, tralasciato il regalo sciocco di San Valentino?
Chi di voi è capace di dire ”ti voglio bene”?
Chi di voi venera l’amore senza chiedere, senza intrappolare, senza voler mutare o cambiare l’altro? Chi di voi è abbastanza coraggioso da vagare libero per il mondo con la certezza che l’amore rende schiavi senza bisogno di catene.
Chi di voi non teme l’amore?
Chi di voi scrive lettere d’amore ogni giorno dell’anno?
Il poeta, il poeta lo fa…
E tu?
No, io non sono un poeta!
La poesia, come l’amore, è negli occhi e nel cuore di chi guarda.
GUARDARE per vedere oltre ogni apparenza, sempre.
Guardare per vedere. Perché oltre ogni vetrina cioccolatosa, oltre ogni tulipano e oltre ogni regalo inscatolato, c’è un senso diverso e uno più ampio. Se li cogli puoi permetterti qualunque cuore, cioccolatino o fiore, perché a cercare sempre tutte le forme e tutti i colori possibili, a scegliere, a conoscere, a vedere oltre l’apparenza, si nutrono gli occhi di quella meraviglia colorata che ogni caleidoscopio offre.
Buona vision a tutti,
Mab
PS: Nel prossimo post continueremo il nostro viaggio nella panoramica delle feste popolari, raccontando della Festa del papà e della mamma, del Carnevale e della ormai ufficialmente adottata Festa di Halloween.
| By: Mab |
15 febbraio, 2010 1,068 letture |
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In: Considerando |










